Tu chiamale se vuoi… storie di ordinaria follia…

Non è la prima volta che mi capita.
Leggi che ti rileggi, c’è sempre qualcuno che vuole aumentare il numero di fan/follower con uno schiocco di dita o agitando la bacchetta magica e dicendo “wingardium leviosa!”.

Il caso.
Una discussione su LinkedIn in cui un professionista dichiarava di avere urgente bisogno di utenti per la sua Fan Page aziendale, ma attenzione, mica fake, utenti veri ed interattivi!
Le risposte.
Alcune seccate e infastidite dalla faciloneria e dalla fretta del manager, altre accomodanti e compassionevoli.

Sono ben lontana dal definirmi una guru nel Social Media Marketing ma credo che il numero dei fan/followers sia direttamente proporzionale alla qualità dei contenuti prodotti e inversamente proporzionale alla fretta. Di fondamentale importanza è la capacità di ascolto e la sperimentazione.
Il primo step è quello di essere utenti: partecipare alle discussioni, capire quali sono le tendenze e gli argomenti di interesse. Sperimentare sulla propria pelle insomma! Solo così si può dar vita a contenuti di valore.
Se poi il tuo contenuto è anche sorprendente e creativo allora avrà sicuramente una marcia in piu’.
Un contenuto pubblicato ha bisogno poi di essere accudito, non va lasciato solo al proprio destino, ma bisogna esser pronti e disponibili verso il proprio pubblico fornendo risposte chiare.
Inoltre non ci si può aspettare che qualcuno condivida i nostri contenuti se noi per primi non abbiamo fatto la stessa cosa con i contenuti altrui.
Intrecciare relazioni con gli utenti fa parte del gioco, meglio ancora, se ci troviamo di fronte degli influencer online; la loro autorevole opinione viene seguita da molti e se condividono un tuo contenuto potrebbero farti entrare in contatto con molti altri utenti.
Ultimo consiglio, ma non in ordine di importanza, è armarsi di pazienza, perchè i tuoi fan non aumenteranno dall’oggi al domani.

6 risposte a “Tu chiamale se vuoi… storie di ordinaria follia…

  1. Sorge spontanea la domanda che ormai ci si sta facendo da un anno a questa parte:le aziende italiane e i loro manager ci credono davvero nel web? Io credo di no, poichè utilizzare in modo strategico il web necessita di strategie che la maggior parte delle imprese italiane non è ancora in grado di sviluppare forse a causa anche di personaggi come il manager di Linkedin che "chiede" di seguire la fan page della sua azienda….della serie come agire per distruggere la propria reputazione.

  2. Dora ti ringrazio per il tuo intervento, lo considero molto interessante e potrebbe aprire molti spunti di discussione.
    Internet è sempre stato una miniera d’oro per chi ne ha saputo cogliere le opportunità ma alcune aziende hanno creduto che la sola presenza bastasse, implementando un semplice sito vetrina. Così sta accadendo anche per i profili aziendali sui social network. Sono pochi a cogliere che le social techonologies aprono infinite strade di interazione e dialogo con gli utenti, siano essi follower o fan.

  3. Ma poi … a cosa servono tutti questi fan? Ho sempre più perplessità sull’utilizzo di facebook come mezzo di comunicazione e marketing. Ogni utente ha ormai tanti amici che scrivono in bacheca che vede assai poche notizie (a meno che non viva attaccato a FB)… Poi, per carità, anche io nel mio blog ho una facebook fan box e quello che pubblico sul blog finisce anche su FB. Diciamo che ormai l’ho fatto e non sto a smontare il giochino. Ma non credo dia più un reale plusvalore al mio Blog, anzi, forse ne distoglie gli utenti che continuano a leggere su Fb senza andare direttamente sul blog….

    • E vero, io stessa tendo a selezionare i contenuti che mi interessano nella home di Facebook e altri li ignoro. Il bombardamento che c’è su FB su altri mezzi non c’è e questo risulta essere sia un vantaggio perchè si può contare su un pubblico piu vasto, sia uno svantaggio per ciò che indicavi te.
      Qui però mi piacerebbe farvi notare che c’è un differenza sostanziale fra FB e Twitter: in Twitter chi ti segue è veramente interessato ai contenuti che l’azienda pubblica, è l’utente stesso a cercarti attraverso il tab “search” e spesso interviene, interagisce con l’azienda e ritweetta. In Facebook spesso si mette “mi piace” anche per spirito imitativo e poi ci si dimentica della pagina.

  4. Ho letto l’articolo e ho notato con piacere che di fronte alla richiesta del manager hai avuto le mie stesse sensazioni!…l’articolo non fa una piega…purtroppo spiegarlo a persone per i quali e’ il numero che conta potrebbe risultare abbastanza difficile! la strada per far capire a molti manager e imprenditori in che cosa davvero consiste una strategia di social media marketing e’ ancora lunga!.

    @Roberto quando i contenuti sono pertinenti ed utili agli utenti/fans allora la pagina FB diviene importante e seguita…inoltre cio’ che molte aziende italiane ancora nn fanno e’ usare lo stesso FB o Twitter come customer care tool

    • Già, siamo sulla stessa lunghezza d’onda! C’è la reale difficoltà a farsi capire, e a fare capire che non sono i numeri a contare, ma la qualità dei contatti e dei contenuti.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...