Briciole e semi

Alcune volte i pensieri si susseguono così velocemente che non si ricorda neanche cosa li ha generati.
Forse un sorriso di un passante, la voce rotta a telefono di qualcuno che parla con un caro, le luci della città che scorrono rapide da un finestrino, le sfumature di un fiore.
E ti ritrovi, tra un’onda e l’altra del fluire, ad afferrare al volo un pensiero, come una zattera improvvisata, un tronco vecchio e stanco, a cui appoggiarsi per un attimo a riprendere fiato. Un appiglio nodoso in cui trovare certezze nell’acqua torbida e turbinosa.
Consideri che gli equilibri sono sottili come un filo di nylon, che basta poco perché il piatto della bilancia si sposti e tutto venga rimesso in gioco.
In ogni campo.
Dicono che ci si abitui a tutto.
Ci si abitua al precariato, a “oggi qui, domani là”, ci si sposta da una città all’altra, da una nazione all’altra, addirittura da un amore all’altro. Ci dicono che la flessibilità è tutto nella vita. E l’abbiamo accettata. Questo ed altro.
Solo non ci insegnano mai a perdere qualcuno che si ama.
Non ci insegnano la sofferenza. Quella la si impara da autodidatta.
E altrettanto da autodidatta provi a trovare un tuo centro, consapevole che molto dipende da fattori esterni. Ma l’equilibrio è quella cosa che ci fa sentire in armonia.
Allora ragioni su come ripristinarlo, come fosse un file danneggiato del tuo pc. E per quanto ci si sforzi, le cose non tornano mai come prima, cambiano in una direzione differente dall’originaria, evolvono.
E non hai il backup.
Le “cose” della vita sono in costante mutamento. Non tornano mai al punto di partenza.
Tu sei la pedina e devi decidere come spostarti.
E non puoi farti fermare dalla paura. Di sbagliare, di rischiare, di volere.
E in un lampo, in un momento di grande lucidità o di estrema follia, pensi che anche il cosmo ha un suo equilibrio e che da qualche parte nel mondo, per una vita che se ne va, ce n’è un’altra che sboccia e donerà gioia.
E che “se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l’equilibrio per un attimo”.

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Una risposta a “Briciole e semi

  1. Ciò che impari da una perdita è non perderti. Nessuno lo insegna perché tutti stiamo ancora cercando di non perderci.

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