Vivere l’estate a novembre? Ad Alghero si può!

“Ponte dei santi ad Alghero?
Perché no!” mi sono detta.
Così ho fatto la valigia, insieme ad un gruppo di Instagramers ed amici, e siamo volati in Sardegna per scoprire Alghero e il Parco Regionale di Porto Conte.
Mentre a Roma la temperatura cominciava ad irrigidirsi, visto l’autunno inoltrato e sempre più evidente nei colori degli alberi, a meno di un’ora di volo abbiamo ritrovato l’estate, seppure agli sgoccioli, ma pur sempre la bella stagione con temperature che hanno sfiorato i 27 gradi nelle ore più calde del giorno.
Vuoi mettere la soddisfazione di girare in manica corta il primo novembre nella Barceloneta sarda?😉
Alghero viene difatti chiamata affettuosamente la Piccola Barcellona per aver conservato l’uso della lingua catalana, riconosciuta dallo Stato e dalla Regione Sardegna.
La presenza dominante del catalano ad Alghero risale al XIV secolo, con l’espulsione da parte dei conquistatori catalano-aragonesi delle locali originarie popolazioni sarde e genovesi che avevano duramente resistito all’assedio straniero, e la loro sostituzione con genti venute dall’interno della Catalogna.
La città venne di fatto unita alla corona di Aragona e le cariche pubbliche riservate ai fedeli cittadini catalani ed aragonesi, che considerarono ed imposero per secoli il catalano come lingua di prestigio rispetto al sardo.
Le successive immigrazioni sarde nella città hanno quindi dovuto assimilarsi alla parlata originaria d’oltremare. Rimasto tuttavia isolato dalla madrepatria, il catalano di Alghero da un lato ha mantenuto la sua arcaicità e dall’altro ha comunque subito influenze, del sardo prima e dell’italiano poi.

Ma questa è solo una delle particolarità di Alghero che, situata nella parte nord-occidentale della Sardegna, fa da capitale alla Riviera del Corallo, nome che deriva dall’abbondante presenza del corallo rosso della qualità più pregiata nei fondali, pescato da corallari subacquei dell’isola.

Arrivati in città, per avere un’idea delle bellezze che Alghero offre, abbiamo afferrato al volo l’opportunità di salire a bordo del Trenino Catalano, un piccolo convoglio colorato che ci ha condotto per le vie del centro storico, facendoci apprezzare viuzze strettissime, al termine delle quali si aprivano piazze alle volte raccolte e ordinate, altre più grandi, chiassose e piene di vita.
Dal trenino è facile scorgere l’alto campanile della Cattedrale di Santa Maria, così come la cupola dai colori vivaci della Chiesa di San Michele Arcangelo e le fortificazioni antiche della città. Questa perlustrazione a bordo del treno è stata utile al fine di individuare i luoghi in cui tornare a piedi a scattare foto.
Alghero ha tantissimi angoli interessanti e instagrammabili… come potete vedere dagli scatti!😉

Se poi volete ammirare la città da una prospettiva differente vi consiglio di salire in cima alla Torre di Porta Terra, o Torre del Portal, chiamata così perché nel XIV secolo era l’ingresso principale alla città da terra, appunto. Alghero è graziosa anche dall’alto, con tetti rossi delle casette dalle pareti colorate che danno sul mare.

Il nostro viaggio alla scoperta delle bellezze di questa terra è partito dalla città fortificata per estendersi all’area del Parco di Porto Conte, poco lontana. Zaino in spalla e smartphone alla mano, pronti ad immortalare paesaggi spettacolari fatti di promontori a picco su un mare incredibilmente blu, spiagge dalla sabbia finissima e bianca, e natura incontaminata.

Tra le escursioni che ho amato di più:

  • Grotte di Nettuno, il complesso carsico si trova alla base della scogliera di Capo Caccia che può essere raggiunto discendendo una lunga scalinata (l’Escala del Cabirol) che parte dal piazzale di sosta di Capo Caccia fino a raggiungere l’ingresso della grotta (ma è possibile raggiungerlo anche via mare, attraverso battelli appositi);
  • Punta Giglio, attraverso un percorso di trekking che si addentra nella macchia mediterranea si raggiunge la cima dove è possibile vedere i resti delle postazioni militari della seconda guerra mondiale;
  • Cala Barca, seguendo un sentiero della foresta demaniale di Porto Conte, si arriva al sito di Cala Barca da dove è possibile ammirare l’Isola Piana.

Sappiate che qualsiasi delle tre escursioni scegliate, il mare sarà di una bellezza disarmante!


Sarete circondati dai colori e dai profumi della macchia mediterranea, fra pini, rosmarino e cespugli di mirto, e guardando verso il mare troverete sempre una tavolozza di gradazioni di blu: dall’azzurro al turchese, dal verdeacqua allo smeraldo fino al blu profondo.
Tra le tante emozioni vissute, forse la più grande, è quella di stare in cima a Punta Giglio. Sporgersi dallo strapiombo, ad 80 metri sopra il livello del mare, causa una sorta di annebbiamento, un misto di paura e adrenalina.
Ma si tratta di una vista che non ha prezzo!

Ma la terra di Alghero regala grandi soddisfazioni anche a tavola.

Da dove iniziare?
Per un pasto veloce ma gustosissimo consiglio di passare della Focacceria Il Milese: buone la focaccia vegetariana e quella barbaricina (con salame e formaggio locali), ma una spanna sopra le altre, a mio parere, è La Milese con uova, pancetta, pomodoro, cipolla, tonno e insalata. Da provare!

Sempre per un pasto rapido direttamente dai Bastioni, gioiello della città, non mancate di passare per il Caffè Latino dove potrete gustare un freschissimo antipasto e degli ottimi panini, godendo della vista sul porto.

Se invece volete gustare una paella che non dimenticherete facilmente, il posto giusto in cui fermarsi è il Ristorante La Pergola. Le contaminazioni fra culture diverse ad Alghero si vede anche in cucina: fatta rigorosamente con la fregola, servita con gamberi, scampi e carciofi, la Paella Algherese che abbiamo assaggiato qui non ha rivali.
E se volete chiudere in dolcezza la serata, le Seadas al Miele sono quello che cercate, se accompagnate anche da un bicchiere di mirto rosso, allora si che si dorme una meraviglia!

Non si può venire in Sardegna infine senza assaggiare il Porcetto ! A distanza di settimane ricordo ancora il sapore del porcetto rosolato alla perfezione della mitica Katia del Domominore Country Hotel :D
Degno di nota anche il Menjar Blanc, un dolce dal sapore antico, arrivato ad Alghero intorno alla metà del 1300 con l’occupazione dei catalano-aragonesi, fatto con crema di latte addensata con amido e scorza di limone. Strepitoso!

Menzione speciale per gli gnocchetti sardi con ragù dello Snack Bar Grotte di Nettuno che oltre ad essere buonissimi, serviti insieme ad un ottimo Cannonau, ci hanno rimesso in sesto dopo la lunga discesa e la faticosa risalita dalle Grotte!

Che dire poi dell’ottima selezione di vini della Vineria Tola? Se passate per Sassari vi consiglio di fare tappa qui e farsi consigliare da Fabio, il gestore del locale, quale bellezze visitare in città assaggiando i mitici taglieri di salumi e formaggi sardi😉

Non posso non ringraziare l’Hotel Catalunya per la gentilezza e professionalità dello staff e per averci fatto sentire a casa, ma soprattutto per i rilassanti aperitivi dalla terrazza del nono piano del Blau Sky Bar con fantastica vista sulla città.
Sorseggiare un delicato vermentino dei Poderi Parpinello godendo del tramonto sul mare, è qualcosa che non dimenticherò facilmente.
In questo viaggio nelle tipicità algheresi mi ha colpito, tra le altre cose, la passione e la dedizione con cui Paolo Parpinello, insieme ai suoi familiari, gestisce l’azienda agricola e la cantina. Una passione per l’uva ed il vino che dura da più generazioni e che affonda le radici nel Veneto del quale la famiglia è originaria.

E se adesso posso citare con orgoglio la Giuni Russo con la sua “voglio andare ad Alghero” le devo anche e soprattutto al Parco di Porto Conte che ci ha concesso di scappare dal traffico di Roma per qualche giorno per farci vivere la natura incontaminata, a tratti ruvida e selvaggia, della costa nord-occidentale della Sardegna.

Di questa esperienza porto con me i sorrisi dei miei compagni di viaggio, i momenti condivisi, lo stupore alla vista di tanta bellezza e l’affetto per una terra che ho conosciuto per la prima volta e che ho voglia di conoscere ancora!

P.S.: da Alghero ho portato via con me anche un prezioso e magico ricordo, realizzato con maestria degli artigiani locali: il Bottone Sardo (ovviamente con il corallo rosso).
A questo monile sono legate superstizioni e leggende che hanno a che fare con fecondità da procacciare, bambini da nutrire e proteggere, fortune da attirare e mali da allontanare… e per quanto riguarda quest’ultimi, speriamo di non averne mai bisogno!😉
Non potevo rinunciare ad avere al collo un pezzo di questa meravigliosa terra che spero di rivedere presto!

P.P.S.: per vedere tutte le foto, le mie e quelle dei miei compagni di avventura, andate su Instagram e cercate #ParcodiPortoConte oppure cliccate qui!😉

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