#ADayInTerracina: scoprire lo straordinario nell’ordinario

Raccontare il proprio territorio in modo inedito.
Quando lo fai quasi tutti i giorni, perché quel territorio lo vivi, lo respiri, lo guardi con occhi benevoli e allo stesso tempo critici, diventa un’impresa ardua.
Mi spiego meglio: quando ho ricevuto l’invito di VisitTerracina a partecipare all’Instagram & Blog Tour #ADayInTerracina ne sono stata felicissima ma al stesso tempo preoccupata.
“Come mai?”, vi chiederete.
Perché delle volte, per godere al meglio delle cose, bisogna avere un’occhio “vergine”, poco abituato ai paesaggi, ai dettagli, alle angolazioni e alle persone.  Vedere per la prima volta un posto (così come un documento di lavoro, un post per il blog e via dicendo…) è sinonimo di scoperta, di sensi attivi e allertati, pronti a cogliere ogni particolare e farsi attrarre dall’ignoto.
Ed io forse, sono un poco assuefatta alla città.
Ho visto Terracina in ogni stagione dell’anno, l’ho raccontata grazie ad IgersLatina in maniera costante, insieme ai miei amici/colleghi di avventura. Cosa posso offrire di più?
Bisognerebbe avere il coraggio della formica esploratrice, mi dico.
Mentre tutte le altre vivono in collettività e si dedicano ai propri compiti all’interno del formicaio, lei se ne va in giro da sola, avventurandosi per mondi sconosciuti per poi riportare, alle altre, informazioni sul territorio, sulle riserve di cibo, sulle condizioni di vita…
Ecco allora che ogni perplessità svanisce!

La data incriminata c’era: 26 novembre 2016.
La compagnia pure: 20 fra Instagramers e Blogger.
La determinazione di scovare visuali insolite… Affermativo!
Ecco che scorre nuova linfa per raccontare in maniera differente questa città.

La mattinata è trascorsa in dolcezza, grazie alla colazione del Caffè Somma!
Centralissimo punto di ritrovo per Terracinesi DOC e non, il Caffè Somma offre un’ampia scelta di dolci, tutti da gustare insieme ad un’ottimo caffè.
Personalmente adoro le bombe calde, sia in versione small che big, sono note in tutta la provincia per la loro bontà.
D’estate poi, quando l’afa lascia spazio a temperature serali più fresche e gradevoli, andare da “Somma” a mangiare la bomba calda appena sfornata è un rito al quale non bisogna rinunciare.
Quell’odore zuccherino che si spande nell’aria insieme al latte al cioccolato… mamma mia, quanti ricordi d’infanzia mi tornano alla mente!  ♥‿♥
Quasi sogno ad occhi aperti… Io, il babbo e la mamma, e le passeggiate concluse con il sacchetto delle bombe a portar via in una mano e la bomba calda nell’altra!

Dopo un’abbondante colazione ci aspetta la visita al Tempio di Giove Anxur, un monumento e un simbolo per noi pontini!
Il Tempio sorge sulla sommità dell’acropoli di Terracina, a picco sul mare, e da esso è possibile ammirare, volgendo lo sguardo verso nord, parte della pianura pontina fino al Circeo, e guardando a sud, si riesce a godere della vista della Piana di Fondi e dei Monti Aurunci.
Davanti a noi un’imperdibile veduta della città, una distesa di acqua salata e le splendide isole ponziane.
Secondo quando afferma Munus Arti & Cultura:

Dedicato a Giove fanciullo, il Tempio, ispirato alla grande architettura scenografica ellenistica, fu costruito nel I sec. a.C., insieme alla cinta muraria e all’acropoli. L’importanza e l’antichità del Tempio sono attestate dalle fonti letterarie (Livio, Virgilio) e dalla varietà e dalla rilevanza storico artistica degli edifici che compongono il sito archeologico, che evidenziano molteplici insediamenti (IV sec a. C., metà del II sec. a.C., primi decenni del I sec. a.C., Medioevo) e una duplice funzione strategico-difensiva e di culto.

Dell’antica grandezza e splendore del Tempio ad oggi resta visibile il grande basamento, composto da slanciate e poderose arcate e da un criptoportico, e il podio.

Ed è qui che vi racconto qualcosa che non tutti sanno: il ritrovamento di antiche iscrizioni con dedica alla dea Venere fanno dubitare di quanto detto finora e fanno convergere gli studiosi sull’ipotesi che il tempio fosse dedicato ad una divinità femminile, tanto più che:

Il santuario più antico doveva essere invece dedicato al culto della dea Feronia, forse introdotto nella regione già all’epoca dell’occupazione volsca nel V secolo a.C. Tale culto è infatti ricordato dalle fonti antiche, ma frequentemente identificato con un altro santuario dedicato alla stessa divinità presso punta Leano. Alla dea Feronia poteva essere stato dedicato il più antico edificio templare, costruito sulla terrazza detta del “piccolo tempio” (del terzo quarto del II secolo a.C.), che dominava direttamente la città e la sua pianura agricola, mentre la terrazza adiacente, trasformata in seguito per l’erezione del tempio successivo, doveva essere in un primo momento riservata all’oracolo.

Dopo aver camminato su selciati che raccontano di un’epoca passata e lontana, fantasticato sui doni offerti agli dei e su ancelle intente a danzare nelle sale del Tempio, torniamo alla realtà visitando il bellissimo Parco della Rimembranza, situato a ridosso del Centro Storico Alto e ai piedi della seconda acropoli su cui fu poi costruito l’ex Convento di San Francesco, il Parco è nato negli anni ’20 per ricordare i 141 cittadini di Terracina morti nella prima guerra mondiale e sepolti vicino ai campi di battaglia, lontani dal paese di origine.
Alla memoria di ciascun caduto fu dedicato un albero e grazie all’opera di alcuni volontari del WWF e del Comune il Parco si mostra in tutta la sua bellezza.
Un’inaspettata oasi di quiete nonostante la vicinanza alle aree urbanizzate del centro storico alto e basso.
Tra il verde si aprono alla vista scorci inconsueti sul mare, sulle isole e sul promontorio del Circeo: la città sempre presente ma in maniera discreta e riservata.

Dopo tanto camminare è giunta l’ora di un meritata pausa… e cosa c’è di meglio di un pranzo vista mare?
Un pranzo luculliano al Grappolo D’Uva con l’aggiunta di un ottimo bicchiere di Moscato di Terracina! 😉
E mentre la brezza marina fa sentire il suo odore anche ad autunno inoltrato ci siamo ristorati, in questa location da sogno, con i prodotti di eccellenza del territorio, scelti con passione e dedizione dallo staff del ristorante.

Una passeggiata in riva al mare, sotto lo sguardo vigile di Giove… o Venere (chissà?) e si riparte, per smaltire calorie, verso Terracina Alta per esplorare il centro storico.

Da Piazza Domitilla, passando per Corso Garibaldi fino a Porta Romana, ogni edificio, balcone, colonna e strada sussurrano una storia diversa. Nel centro storico è ben visibile il passaggio da un epoca all’altra, così come da uno stile architettonico all’altro, eppure nulla è slegato o fuori contesto. Tutto è integrato e percepito come un unicum. Mura medievali, chiese barocche, palazzi gotici e colonne romane.
Impossibile poi farsi mancare una visita al Foro Emiliano, un monumento unico giunto fino ai giorni nostri.
Oltre ad aver conservato la pavimentazione originaria, il Foro Emiliano mantiene la funzione di centro civile e religioso della città, ossia di luogo più importante del centro abitato.
Il nome del foro deriva da Aulus Aemilius, il magistrato che nel I secolo commissionò la pavimentazione della piazza, facendo incidere sulle lastre il suo nome. Durante il secondo conflitto mondiale il Foro Emiliano è stato interessato da devastanti bombardamenti che hanno consentito, tuttavia, di riportare alla luce importanti testimonianze archeologiche tra cui parte del Teatro Romano, il Capitolium, l’Arco Quadrifronte e il tratto forense dell’Appia Antica.

Terracina Alta - centro storico

Terracina Alta – centro storico

Da Terracina Alta a Terracina Bassa, dove lo staff dell’Antica Dogana ha l’arduo compito di dissetarci con una degustazione di birre artigianali. Personalmente ho adorato la birra ambrata con sentori di miele e castagne ma anche la birra blanche è stata una gradevole sorpresa. E poi taglieri misti con ogni ben di Dio: verdure sfiziose, salumi di tutti i tipi e tanti formaggi con salse e miele.

Viziarci è stato semplice! 🙂

Per vedere tutte le foto di questa splendida giornata cerca #ADayInTerracina su Instagram oppure clicca qui!

A Terracina, così come in tutta la Riviera Pontina, la bella stagione dura di più!
Noi vi invitiamo a venirci a trovare 😉

Visit Terracina

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