Posts tagged ‘lavoro’

La creatività ha bisogno di tempo, vale anche per i social cosi.

Ci sentiamo ripetere che il tempo è denaro, che gestire una pagina Facebook, un blog, un canale Youtube ed un profilo Twitter non può portare via poi così tanto tempo..

“In fin dei conti stai tutto il giorno su Facebook, sei un social coso! Quindi una pagina in più da gestire cosà sarà mai?!?!” – Quante volte vi sarete sentiti dire queste parole?

Su segnalazione di Davide Nonino, non potevo non condividere questo bellissimo video con voi: è stato  prodotto dall’agenzia di comunicazione ungherese, Café Creative,  per spiegare ai propri clienti come avendo maggior tempo a dsposizione spesso si possa lavorare meglio, dare maggiore sfogo alla creatività ed ottenere risultati migliori. I bambini ne sono un eccezionale esempio..

16 novembre 2011 at 22:51 Lascia un commento

La mappa delle proposte indecenti e l’infografica di #nofreejobs

E’ sempre mia abitudine continuare ad informarvi sulle iniziative che seguo. Questa volta tocca a #nofreejobs, un movimento nato sul web per segnalare le proposte di lavoro indecenti.

In pochi giorni si sono raccolte le testimonianze di moltissime persone avvilite e frustrate da lavori che non sono degni di questo nome. La parola lavoro contiene in sè i principi di gratificazione e di remunerazione, non dobbiamo dimenticarlo.

Vi segnalo, dunque, la Mappa delle proposte indecenti, così potrete tenervi in guardia da quelle aziende/enti che non sono poi così vituosi e corretti come si potrebbe pensare e la bellissima infografica che riassume le tappe salienti della nascita di #nofreejobs.

13 novembre 2011 at 15:49 Lascia un commento

#nofreejobs perchè la rivoluzione nasce in rete

Caro blogger, ti pago 20 euro al mese e tu mi scrivi 40 pezzi: è da questo post di WikiCulture che nasce tutto e non ci sarebbe molto altro da aggiungere ma in quanto blogger mi sento chiamata in causa e voglio dare il mio piccolo contributo.

Esiste, infatti, la bruttissima abitudine da parte di alcune aziende del settore editoriale di pagare pochissimi euro i copywriter a fronte di un lavoro che comporta molta fatica ed ore per documentarsi e scrivere un bell’articolo. E’ giunta l’ora di dire basta!

Alla fantasiosa ma quanto mai realistica lista di Stronco, su come guadare 20 euro senza aguzzare l’ingegno e spremere troppo le meningi si aggiungono altri consigli e commenti su quelle che si possono benissimo definire proposte indecenti.

L’articolo attira l’attenzione degli addetti ai lavori e così Paolo Ratto, condivide sulla sua pagina Facebook il post aggiungendo il commento “Gratis non si lavora. Si ozia”. La frase diventa in breve tempo lo slogan di questa rivoluzione ed in molti la retweettano, me compresa.

Cristina Simone ci aggiunge l’hashtag #nofreejobs e ci sprona a segnalare le  offerte di retribuzione ridicole.
Nel giro di pochissimo tempo viene lanciata la pagina Facebook No free jobs che al momento conta già 340 fan! Su twitter si susseguono tantissimi cinguettii di proposte imbarazzanti di lavoro gratis o sottopagato e frasi ironiche, e l’hashtag si fa strada fra le tendenze italiane. Il profilo @nofreejobs conta 159 followers e 184 tweets: non male per una giornata di vita!

Tra  miei tweet preferiti c’è quello di Claudio Gagliardini “Il lavoro si paga altrimenti torniamo al baratto che è meglio per tutti”. Tutti posso dire la propria, anzi vi sprono a farlo. Il mio è di pochi minuti fa e recita “Il lavoro dovrebbe essere un #diritto garantito dalla Costituzione #nofreejobs“.
Vi segnalo, inoltre, i bellissimi, avvincenti e competenti contributi di Paolo Ratto e de L’inchiesta.

Abbiamo la rete ed i social media dalla nostra parte, non stiamo in silenzio, facciamoci sentire! No Free Jobs!

10 novembre 2011 at 00:08 6 commenti

L’azienda dei sogni è Google per gli universitari italiani

Astronauti o pompieri, ballerine, attrici o cantanti? Questi i sogni che si facevano da piccini, quando ancora si fantasticava sulla professione futura da intraprendere. Ma i tempi cambiano e i bambini crescono e se oggi si chiede loro dove vorrebbero lavorare, i giovani universitari non hanno dubbi e rispondono in coro: “Google“.

Questo dunque si evince dalla classifica di Universum, gruppo leader nel campo dell’employer branding, che ogni anno stila una classifica sulle aziende per cui sognano di lavorare gli studenti italiani denominata Italian Ideal Employer Ranking.

Da un paio di giorni sono stati resi noti i risultati della ricerca condotta su 8560 studenti delle facoltà di Economia, Ingegneria/informatica e Scienze Naturali di 31 Università italiane. Da una scrematura iniziale di 130 aziende, pre-selezionate in base alle preferenze espresse negli anni passati dagli studenti, si è arrivati a scegliere i cinque datori di lavoro ideali.

La classifica dei “datori di lavoro ideali” misura il grado di attrattività di queste aziende nel mercato del lavoro. Vediamo le top ten!

Le 10 aziende più attrattive per gli studenti d’Ingegneria

È Google l’azienda dei sogni degli ingegneri ed economisti italiani. Per la prima volta le preferenze degli studenti italiani si allineano a quelle dei loro colleghi di altri paesi che hanno definito Google come l’azienda più attrattiva a livello mondiale.

Perde la pole-position Ferrari che ha dominato la classifica a partire dal 2004. Da un confronto con gli anni passati si nota che gli studenti d’Ingegneria italiani considerano sempre meno la possibilità di lavorare per le grandi aziende del settore farmaceutico e biomedico. Sembra, infatti, che la stagione di fusioni per acquistare competenze e brevetti stia lasciando sempre meno spazio alle nuove assunzioni. In calo anche le aziende del settore petrolifero. Uno strascico della cattiva gestione della crisi nel caso BP nel Golfo del Messico?

Le 10 aziende più attrattive per gli studenti di Economia 

Viste come istituzioni forti e stabili, le banche (Unicredit e Intesa Sanpaolo) sono percepite come porti sicuri e quindi scelte per occupare le prime posizioni della classifica. Perdono le grandi società di consulenza ad eccezione di Accenture che è l’unica a crescere nella industry. Rimane stabile il settore della moda e dei beni di lusso.

Risultati meno incoraggianti hanno ottenuto, invece, la maggior parte delle aziende Italiane in classifica, con casi rappresentativi come Ducati (-25 rispetto allo scorso anno), Benetton (-13) e Fiat (-32).

Ma in cosa si differenziano gli studenti di Ingegneria da quelli di Economia? Lo abbiamo chiesto a Davide Scialpi, Senior Consultant di Universum in Italia ed esperto di employer branding: “Gli studenti di economia sembrano orientare le proprie scelte occupazionali basandosi sulla reputazione aziendale e le prospettive di guadagni futuri offerte dai datore di lavoro. Crescita veloce, esperienze con taglio imprenditoriale e ambiente di lavoro dinamico sono inoltre nell’agenda delle priorità di carriera di questi studenti. Laureandosi più tardi, gli Ingegneri cercano invece salari competitivi e rapide promozioni fin da subito. Le aziende più ambite sono quelle che erogano servizi. Le cosiddette aziende dell’intangibile. Si registra una perdita d’interesse verso la produzione industriale come possibile destinazione di occupazione. Ad eccezione dei brand del lusso che continuano a far registrare un forte appealing tra gli studenti italiani”.

28 aprile 2011 at 23:29

Facebook e la reputazione online: come uscirne puliti?

Facebook e la ricerca di lavoro. Il social network di Zuckerberg può crearci qualche problemino al riguardo.

Quante volte ci è successo di scrivere uno status dal linguaggio colorito o ci siamo iscritti a gruppi e pagine che ci suggerisce un nostro amico senza badare al contenuto, o al nome di dubbio gusto? Credo sia una pratica diffusa, anche perchè diciamocelo, Facebook rappresenta un pò un diario in cui capita spesso di scrivere i propri stati d’animo e di commentare quello degli altri. Delle volte rappresenta una valvola di sfogo per quando si hanno quelle giornate che definire storte è poco e delle altre in cui, invece, si è felici e ci fa piacere condividerlo con gli amici.

Solo che poi c’è anche il capo su Facebook, i colleghi, o quell’azienda a cui abbiamo mandato il CV e speriamo ci chiami per un colloquio. Credo che oramai siamo tutti consapevoli che le aziende controllano il nostro profilo e verificano la nostra reputazione online. Ebbene, che fare?

Tenendo conto che su Facebook alcuni postano i propri status a ritmi vertiginosi e che è  a dir poco improponibile pensare di poter ripercorrere tutto il profilo per togliere ciò che è inappropriato e renderlo, così, pulito ed ordinato, ecco che a fronte di un bisogno quelli di Socioclean rispondono.  E lo fanno con un’applicazione gratuita che controlla il nostro profilo di Facebook e ci segnala tutto il contenuto che dovremmo cancellare per risultare impeccabili.

Socioclean confronta i nostri aggiornamenti di stato con un database contenente oltre 5000 parole chiavi e ci fornisce un report dettagliato sulla nostra reputazione online, suggerendoci  poi quali sono i post che sarebbe opportuno rimuovere. Insomma lava, centrifuga e rimuove le macchie! ;)

Quindi, se proprio non riusciamo a fare a meno di essere sinceri e dire ciò che pensiamo allora Socioclean può darci una mano! Altrimenti si può scegliere la via del “una parola è troppa e due sono poche” e far a meno della funzione di diario personale che Facebook può avere. Quale sia la scelta maggiormente conveniente sta a noi deciderlo, ma è bene riflettere se la nostra libertà espressiva possa o meno minacciare  la possibilità di un’opportunità di lavoro.

17 aprile 2011 at 16:40 6 commenti

Cerchi lavoro a Roma? Proponiti su Job Seeker

Questo post lo scrivo per ringraziare l’Owner di Job Seeker Rome – Cerco lavoro a Roma, Enrico Filippucci, per avermi scelta come Manager. Il gruppo si trova su LinkedIn e ha lo scopo di far incontrare domanda e offerta di lavoro.  Il candidato ha l’opportunità di mettersi in evidenza e proporsi, lasciando un breve post, per cercare lavoro a Roma e in provincia. Nel gruppo sono presenti gli HR Specialist delle aziende in cerca di candidati interessanti. Job Seeker Roma non si rivolge solo a chi cerca lavoro nella Capitale ma anche a coloro che lo cercano nelle provincie di Frosinone, Rieti, Latina e Viterbo. Sii promotore di te stesso! :)

9 marzo 2011 at 20:43 Lascia un commento


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